Insegnare il basso ai principianti tramite strumenti open source

La didattica in remoto per il basso elettrico

Ho iniziato a insegnare basso dopo il mio cinquantesimo live, ormai oltre 10 anni fa.
Volevo mettere a disposizione le mie competenze acquisite avendo studiato in scuole e tramite maestri privati, imparando cose diverse in ognuna di queste opportunità.

Ciò che amo è dare lezioni “for dummies”, accompagnare i principianti nelle primissime fasi, insegnando impostazione, solfeggio ritmico, avviando alla preparazione di un pezzo, allenando l’ear training.
Non essendo una vera e propria “scuola”, spesso il digitale entra in nostro soccorso, tramite programmi, la maggior parte Open Source

Il lockdown ha solo potenziato il mio utilizzo di questi strumenti didattici, prima molto di nicchia, e ora diffusi, perché la mentalità riguardo al digitale è cambiata velocemente.
Ecco una panoramica degli strumenti che utilizzo e consiglio

Insegnare il basso – il solfeggio ritmico

Per il solfeggio ritmico, uso i manuali Dante Agostini, che qualcuno ha pubblicato su Academia.eu, piattaforma della cultura. Lo studente canta con me, o “percuote” il pad, imparando a destreggiarsi col solfeggio ritmico, ma non è l’unico strumento. In metro, in treno, se si annoia, può allenarsi con Rhythm Teacher, applicazione che, sbloccandoti pian piano i livelli, ti aiuta a diventare il re/la regina del solfeggio ritmico!

Insegnare il basso – l’ear training

Per allenare l’orecchio, c’è Gnu Solfege, software open source che permette di mettersi alla prova nel riconoscimento degli intervalli ascendenti e discendenti, all’inizio aiutandosi con lo strumento, e poi affidandosi solo alla memoria dell’orecchio, che si aiuta con intro di pezzi noti, che fanno parte del nostro bagaglio di memoria e sono soggettivi, anche se suggeriti dal docente.

Insegnare il basso – lo studio dei pezzi


Per spingere lo studente ad imparare i suoi pezzi preferiti, un tempo suggerivo Guitar Pro. Permette di riprodurre il pezzo (che si trova nelle tante librerie di pezzi disponibili sul web, fatte da volontari), suonarlo a qualsiasi velocità, per studiarlo, trasporlo di tonalità. Anche se non supporto il metodo delle tablature, esse, affiancate allo spartito, possono servire per studiare una diteggiatura a cui l’allievo da solo non aveva pensato.
Può essere usato anche per comporre esercizi per lo studente (ad esempio, su dei giri blues).
Esistono oggi delle alternative open source, come Tux Guitar.
Consiglio anche i tanti “bass tutorial” presenti su Youtube, che possono ispirare nuove e inedite diteggiature.

Insegnare il basso – la musica d’insieme

Per la musica d’insieme, c’è Jamulus, una piattaforma in cui si può jammare con sconosciuti sparsi nel mondo. Molte band, compresa la mia, l’hanno usato durante il lockdown per fare le prove settimanali.
Per i principianti, non potendo fare musica d’insieme con studenti di pari livello, si può usare Band in a Box, e preparare delle basi su cui improvvisare.

Basso virtuale e connessione in remoto

Per spiegare gli esercizi a monitor, usando Meet, Skype o sistemi di condivisione in remoto come Anydesk, proietto questo basso virtuale. Nello stesso sito è presente un metronomo, una drum machine e altri strumenti. Le note possono essere indicate in italiano o in inglese.

Solfeggio melodico e lavagne online

Per studiare insieme l’armonia, uso la lavagna Jam Board di google drive. Disegno le scale, gli arpeggi, in queste schermate, 20 al massimo per lavagna, usando vari pennini e colori, e inserendo lo sfondo quadrettato o a righe, se occorre. Ogni 20 schermate, lo studente potrà salvare la lavagna in pdf.


Conclusioni


La didattica a distanza permette a chiunque, ovunque si trovi, di imparare con i migliori maestri. Che aspetti? inizia anche tu!

Nath “bassbonni” Bonnì

Nath Bonnì

Insegnante, Architetto, Bassista, insegnante di basso per principianti. Suona in una tribute band dei Queen a Milano.

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